Diario Questo Sconosciuto

Ho vari diari. Ogni volta che sento parlare di "diari" mi vengono in mente le prime parole di Brian Eno nel suo celebre, appunto, diario, dove diceva che per molto tempo aveva tentato di scriverne uno, di diario. Dal mio punto di vista la resistenza è data da una questione quantitativa e qualitativa nel contempo. Su un supporto cartaceo, che in genere preferisco, posso però scrivere poco. Al PC posso al contrario scrivere quello che voglio, ma sono abbastanza scomodo; cioè, sono comodissimo, ma scomodo rispetto alla portabilità dell'analogico. Qualità della scrittura e sua quantità, ecco tutto.

Ho appena comprato alla libreria Internazionale questo fantastico simil-big-moleskine prodotto dalla Letts. Ottima carta, del genere "china" moleskine, ma un tantino più liscia e robusta. Scrivo benissimo con le Pelikan Galaxia Iron (fountain pen). Sulle due pagine di ciascun foglio ho deciso di farci stare tutto un giorno di annotazioni, dunque, almeno qui, devo restare stringato.

Tutto il resto lo stenderò al PC

Quanto a Posterous, ecco: potrei usare esattamente questo come "diario logorroico", versione digitale della logorrea che vorrei avere sul cartaceo.

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